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13/07/2020 Emergenza epidemiologica Covid 19 e ciclo dei rifiuti – Relazione Commissione Parlamentare attività illecite ciclo rifiuti

Si informa sul documento "Emergenza epidemiologica COVID-19 e ciclo dei rifiuti"    prodotto a fine giugno 2020 dalla Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati 

 La relazione, verrà trasmessa ora ai presidenti dei due rami del Parlamento, a tutti gli interlocutori dell’inchiesta e ai presidenti delle regioni, per il ruolo che le regioni hanno avuto e avranno anche per il prossimo futuro sull’emergenza e dall’esito delle osservazioni e raccomandazioni che saranno formulate sarà oggetto di un successivo approfondimento da parte della Commissione.

La relazione contiene una serie di raccomandazioni (sotto elencate) dirette alle autorità politiche e amministrative che poi ci auguriamo vengano, nel giusto modo, recepite e concretizzate.

Da segnalare che FISE Assoambiente, organizzazione alla quale sempre inviamo le nostre segnalazioni sulle problematiche più critiche del settore, è stata audita dalla Commissione (26 maggio 2020). In particolare sulla questione della carenza impiantistica il Presidente di FISE-Assoambiente ha ribadito che le aziende del settore “potrebbero dare risposta essendo in condizione di investire circa 10 miliardi in impiantistica, ma solo di fronte a un quadro normativo certo” ed ha richiamato ancora una volta l’attenzione sulla necessità di ridurre le lungaggini e la complessità delle procedure autorizzative in materia di ciclo dei rifiuti.

Nell’ultimo capitolo della relazione (Osservazioni finali e raccomandazioni per le fasi successive non emergenziali) la Commissione segnala che “se in una prima fase emergenziale la priorità assoluta è stata quella di salvare vite, di ridurre l’impatto del contagio ed evitare il collasso del sistema sanitario e di tutti i sistemi sociali che una diffusione esponenziale dei contagi avrebbe prodotto, ora si pone il tema di avviare la ricerca scientifica, l’elaborazione tecnologica e l’innovazione organizzativa delle imprese e della pubblica amministrazione verso soluzioni che portino alla riduzione della produzione di rifiuti e più in generale a investimenti sulla tutela dell’ambiente e sulla sostenibilità ambientale”.

La relazione si conclude con una serie di raccomandazioni della Commissione:

  • rispettare i principi nazionali ed europei in materia di economia circolare e degli obiettivi in questo campo; affrontare il tema dell’end of waste sistematicamente, rapidamente e con uno sguardo al futuro;
  • considerare inoltre l’impatto economico dell’emergenza sulle tariffe e sugli introiti delle imprese e degli enti pubblici con particolare riguardo alla sospensione della riscossione della TARI;
  • svolgere un’opera di informazione e sensibilizzazione condivisa tra organi statali, regioni ed enti locali nei confronti dei cittadini sulle pratiche di protezione individuale basate, ove possibile, sull’igienizzazione e il riutilizzo anziché sul monouso;
  • investire risorse in ricerca tecnologica e organizzativa per la riconduzione a razionalità dell’uso dei presidi individuali e di materiali usa e getta, per la raccolta e il trattamento dei materiali dismessi, per lo sviluppo di nuovi materiali orientati alla sostenibilità;
  • riflettere, per quanto riguarda la gestione dei rifiuti ospedalieri, sugli effetti della sterilizzazione in situ quale soluzione idonea a evitare aumenti delle quantità di rifiuti inceneriti e trasporti di rifiuti dai presidi ospedalieri agli impianti;
  • superare le norme derogatorie statali e le ordinanze derogatorie regionali;
  • ponderare e compensare l’accoglimento di istanze di semplificazione in materia di regolazione ambientale con una adeguata pianificazione di controlli;
  • razionalizzare l’intervento pubblico sul fronte dei controlli ambientali, coordinando le azioni in tal senso di agenzie di controllo ambientale, di controllo sanitario, polizie giudiziarie ordinarie e specializzate, per non gravare con “controlli su controlli”;
  • promuovere con decisione l’esame scientificamente fondato e assistito dall’attività dei soggetti pubblici con competenze tecniche e scientifiche – in primo luogo ISS e ISPRA/SNPA – dei temi sensibili della presenza di virus o materiale genetico di virus nelle acque reflue e del rapporto tra emergenza epidemiologica e inquinamento atmosferico;
  • considerare, per quanto riguarda il ciclo dei rifiuti, le criticità di segmenti del sistema impiantistico nazionale e la necessità di costruzione di una filiera economica del trattamento di materia;
  • tenere conto, nei provvedimenti legislativi in corso di esame o che verranno presentati nell’immediato futuro, dell’esperienza dell’emergenza epidemiologica e degli scenari futuri attesi, anche sulla base di un monitoraggio, affidato agli enti istituzionali, dell’evoluzione delle situazioni e della loro percezione diffusa;
  • affrontare il parallelo sviluppo di tecnologia, organizzazione, amministrazione e norme affidando i compiti di elaborazione e attuazione ai soggetti istituzionali, con una comunicazione rapida e trasparente con gli interlocutori pubblici e privati, e una produzione di regole chiare e ben governate nell’attuazione e nell’applicazione;
  • attuare un più ampio scambio di informazioni, e di strumenti di coordinamento tra le autorità giudiziarie, e tra esse e polizie giudiziarie ed enti di controllo.

 

Per quanti interessati la relazione è disponibile su 

http://documenti.camera.it/leg18/resoconti/commissioni/bollettini/pdf/2020/07/08/leg.18.bol0404.data20200708.com39.pdf

Questa infoAMIS anche in allegato Pdf

 
 
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