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22/05/2020 Sicurezza sul lavoro per Covid-19: Circolare INAIL chiarisce che la responsabilità del datore del lavoro è ipotizzabile solo in caso di violazione di legge e degli obblighi dei protocolli statali e regionali

In riferimento alla nostra informativa riportata in calce, relativa al comunicato stampa dell’INAIL che annunciava il chiarimento sulla responsabilità civile e penale del datore di lavoro in caso di contagio del lavoratore, aggiorniamo sull’importante questione per informare che l’INAIL è intervenuta con la circolare n. 22 del 20 maggio 2020, con la quale vengono inoltre meglio precisati i criteri e la metodologia su cui l’Istituto si basa per ammettere a tutela i casi di contagio da nuovo coronavirus avvenuti in occasione di lavoro e vengono altresì chiarite le condizioni per l’eventuale l’avvio dell’azione di regresso, precisando a tal fine che in assenza di una comprovata violazione delle misure di contenimento del rischio di contagio indicate dai provvedimenti governativi e regionali, sarebbe molto arduo ipotizzare e dimostrare la colpa del datore di lavoro.

In sostanza la circolare chiarisce che  il riconoscimento dell’origine professionale del contagio non ha alcuna correlazione con i profili di responsabilità civile e penale del datore di lavoro nel contagio medesimo, che è ipotizzabile solo in caso di violazione della legge o di obblighi tecnici che nel caso dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 si possono rinvenire nei protocolli e linee guida governativi e regionali

Tuttavia, come è stato rilevato anche in una interrogazione parlamentare alla Sottosegretaria del Ministero del lavoro questione , è necessario un intervento normativo che recepisca tale chiarificazione dal momento che, in sede di giudizio, la circolare interpretativa dell’INAIL difficilmente potrebbe essere a fondamento dell’esenzione di eventuali responsabilità in sede civile e penale del datore di lavoro.


-------- Messaggio Inoltrato --------
Oggetto: Info/76/SICUREZZA SUL LAVORO/ Chiarimenti INAIL sulle responsabilità penali e civili del datore di lavoro in caso di infortunio per covid-19
Data: Mon, 18 May 2020 18:06:15 +0200
Mittente: Associazione Amis Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.;


SICUREZZA SUL LAVORO: CHIARIMENTI INAIL SULLE RESPONSABILITA' PENALI E CIVILI DEL DATORE DI LAVORO IN CASO DI INFORTUNIO PER COVID-19- COMUNICATO STAMPA INAIL 15 MAGGIO 2020

Facciamo seguito alla ns. informative sui protocolli sulla sicurezza del lavoro per Covid-19 (reperibili nel settore Covid-19 nella home page del sito http://www.amisrifiuti.org/  ), per evidenziare la delicata problematica sorta in merito alla responsabilità del datore di lavoro, profilandosi la necessità urgente di una norma  che, escludendo l’obbligo di valutare i rischi, escluda anche la responsabilità civile e penale del datore di lavoro e della persona giuridica.

Sorge anche la necessità di  una disposizione che escluda, dagli obblighi prevenzionali del datore di lavoro, i fattori esterni non introdotti in impresa dal datore stesso per lo svolgimento dell’attività imprenditoriale, ma i cui effetti sono legati per dinamiche esterne non controllabili.

Intanto, in tal senso,  segnaliamo che l’INAIL ha fornito chiarimenti in materia di responsabilità civile e penale del datore di lavoro in caso di infortunio sul lavoro per Covid-19 del datore di lavoro in caso di infortunio sul lavoro per Covid-19.

L’istituto, con riferimento al dibattito in corso sui profili di responsabilità civile e penale del datore di lavoro per le infezioni da Covid-19 dei lavoratori per motivi professionali, ha precisato che dal riconoscimento come infortunio sul lavoro non discende automaticamente l’accertamento della responsabilità civile o penale in capo al datore di lavoro.

L’IMPS, quindi, conclude che la molteplicità delle modalità del contagio e la mutevolezza delle prescrizioni da adottare sui luoghi di lavoro – anche oggetto di continuo aggiornamento da parte delle autorità in relazione all’andamento epidemiologico – rendono estremamente difficile la configurabilità della responsabilità civile e penale dei datori di lavoro.

Sull'argomento si allega anche un articolo tratto dalla rivista "LAVORO & PREVIDENZA"

da : https://www.inail.it/cs/internet/comunicazione/sala-stampa/comunicati-stampa/com-stampa-responsabilita-datore-lavoro-infortunio-covid-19.html

L’infortunio sul lavoro per Covid-19 non è collegato alla responsabilità penale e civile del datore di lavoro

Il datore di lavoro risponde penalmente e civilmente delle infezioni di origine professionale solo se viene accertata la propria responsabilità per dolo o per colpa

ROMA - In riferimento al dibattito in corso sui profili di responsabilità civile e penale del datore di lavoro per le infezioni da Covid-19 dei lavoratori per motivi professionali, è utile precisare che dal riconoscimento come infortunio sul lavoro non discende automaticamente l’accertamento della responsabilità civile o penale in capo al datore di lavoro.

Sono diversi i presupposti per l’erogazione di un indennizzo Inail per la tutela relativa agli infortuni sul lavoro e quelli per il riconoscimento della responsabilità civile e penale del datore di lavoro che non abbia rispettato le norme a tutela della salute e sicurezza sul lavoro. Queste responsabilità devono essere rigorosamente accertate, attraverso la prova del dolo o della colpa del datore di lavoro, con criteri totalmente diversi da quelli previsti per il riconoscimento del diritto alle prestazioni assicurative Inail.

Pertanto, il riconoscimento dell’infortunio da parte dell’Istituto non assume alcun rilievo per sostenere l’accusa in sede penale, considerata la vigenza in tale ambito del principio di presunzione di innocenza nonché dell’onere della prova a carico del pubblico ministero. E neanche in sede civile il riconoscimento della tutela infortunistica rileva ai fini del riconoscimento della responsabilità civile del datore di lavoro, tenuto conto che è sempre necessario l’accertamento della colpa di quest’ultimo per aver causato l’evento dannoso.

Al riguardo, si deve ritenere che la molteplicità delle modalità del contagio e la mutevolezza delle prescrizioni da adottare sui luoghi di lavoro, oggetto di continuo aggiornamento da parte delle autorità in relazione all’andamento epidemiologico, rendano peraltro estremamente difficile la configurabilità della responsabilità civile e penale dei datori di lavoro.

 
 
 
 
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