Up

27/04/2020 Sicurezza sul lavoro in emergenza covid-19: integrato il protocollo negli ambienti di lavoro fra governo e parti sociali

Proseguendo sulle informative nella materia in oggetto si informa che tra le nuove misure adottate dal Governo per fronteggiare l’emergenza epidemiologica il  24 aprile è stato condiviso  tra Governo, varie organizzazioni di rappresentanza datoriali e sindacali un aggiornamento del “Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro” firmato il 14 marzo 2020.

Il Protocollo, che viene allegato come documento singolo,  è inserto come allegato 6 all'interno del DPCM 26 aprile 2020 scaricabile da sito gdel Governo
http://www.governo.it/sites/new.governo.it/files/DPCM_20200426.pdf

La nuova versione tiene conto dei più recenti provvedimenti del Governo e del Ministero della Salute e, pur confermando tutti i punti del precedente Protocollo, aggiunge nuove disposizioni, tra le quali la più importante è quella contenuta nella premessa del documento : “La mancata attuazione del Protocollo che non assicuri adeguati livelli di protezione determina la sospensione dell’attività fino al ripristino delle condizioni di sicurezza”

 Un’altra novità riguarda poi il tema dell’informazione. Si indica che: “l’azienda fornisce una informazione adeguata sulla base delle mansioni e dei contesti lavorativi, con particolare riferimento al complesso delle misure adottate cui il personale deve attenersi in particolare sul corretto utilizzo dei DPI per contribuire a prevenire ogni possibile forma di diffusione di contagio”.

Si riporta un quadro riassuntivo delle misure aggiunte dal protocollo rispetto a

Ø          L’ingresso in azienda e la collaborazione tra committenti e imprese

  • “L’ ingresso in azienda di lavoratori già risultati positivi all’infezione da COVID 19 dovrà essere preceduto da una preventiva comunicazione avente ad oggetto la certificazione medica da cui risulti la “avvenuta negativizzazione” del tampone secondo le modalità previste e rilasciata dal dipartimento di prevenzione territoriale di competenza.
  • Qualora, per prevenire l’attivazione di focolai epidemici, nelle aree maggiormente colpite dal virus, l’autorità sanitaria competente disponga misure aggiuntive specifiche, come ad esempio, l’esecuzione del tampone per i lavoratori, il datore di lavoro fornirà la massima collaborazione”

Ci sono novità anche nella parte relativa alle “modalità di accesso dei fornitori esterni” e che riguarda, in questo caso, i lavoratori terzi e la collaborazione tra committenti e imprese appaltatrici:

  • “in caso di lavoratori dipendenti da aziende terze che operano nello stesso sito produttivo (es. manutentori, fornitori, addetti alle pulizie o vigilanza) che risultassero positivi al tampone COVID-19, l’appaltatore dovrà informare immediatamente il committente ed entrambi dovranno collaborare con l’autorità sanitaria fornendo elementi utili all’individuazione di eventuali contatti stretti.
  • L’azienda committente è tenuta a dare, all’impresa appaltatrice, completa informativa dei contenuti del Protocollo aziendale e deve vigilare affinché i lavoratori della stessa o delle aziende terze che operano a qualunque titolo nel perimetro aziendale, ne rispettino integralmente le disposizioni”.

Ø        La sanificazione straordinaria le mascherine negli spazi comuni

Si indica che “nelle aree geografiche a maggiore endemia o nelle aziende in cui si sono registrati casi sospetti di COVID-19, in aggiunta alle normali attività di pulizia, è necessario prevedere, alla riapertura, una sanificazione straordinaria degli ambienti, delle postazioni di lavoro e delle aree comuni, ai sensi della circolare 5443 del 22 febbraio 2020”.

Riguardo poi a quanto indicato sui dispositivi di protezione si aggiunge che “nella declinazione delle misure del Protocollo all’interno dei luoghi di lavoro sulla base del complesso dei rischi valutati e, a partire dalla mappatura delle diverse attività dell’azienda, si adotteranno i DPI idonei. È previsto, per tutti i lavoratori che condividono spazi comuni, l’utilizzo di una mascherina chirurgica, come del resto normato dal DL n. 9 (art. 34) in combinato con il DL n. 18 (art 16 c. 1)”.

Anche riguardo alla gestione delle persone sintomatiche in azienda si indica che “il lavoratore al momento dell’isolamento, deve essere subito dotato ove già non lo fosse, di mascherina chirurgica”.

Ø       Organizzazione aziendale, smart working e distanziamento sociale

Dopo le varie indicazioni che riguardano la rimodulazione dei livelli produttivi, la diminuzione dei contatti e, specialmente, l’utilizzo dello smart working, si aggiunge che “il lavoro a distanza continua ad essere favorito anche nella fase di progressiva riattivazione del lavoro in quanto utile e modulabile strumento di prevenzione, ferma la necessità che il datore di lavoro garantisca adeguate condizioni di supporto al lavoratore e alla sua attività (assistenza nell’uso delle apparecchiature, modulazione dei tempi di lavoro e delle pause)”.

Riguardo all’organizzazione sono poi riportate altre indicazioni:

-         “è necessario il rispetto del distanziamento sociale, anche attraverso una rimodulazione degli spazi di lavoro, compatibilmente con la natura dei processi produttivi e degli spazi aziendali. Nel caso di lavoratori che non necessitano di particolari strumenti e/o attrezzature di lavoro e che possono lavorare da soli, gli stessi potrebbero, per il periodo transitorio, essere posizionati in spazi ricavati ad esempio da uffici inutilizzati, sale riunioni.

-         per gli ambienti dove operano più lavoratori contemporaneamente potranno essere trovate soluzioni innovative come, ad esempio, il riposizionamento delle postazioni di lavoro adeguatamente distanziate tra loro ovvero, analoghe soluzioni.

-         l’articolazione del lavoro potrà essere ridefinita con orari differenziati che favoriscano il distanziamento sociale riducendo il numero di presenze in contemporanea nel luogo di lavoro e prevenendo assembramenti all’entrata e all’uscita con flessibilità di orari.

-         è essenziale evitare aggregazioni sociali anche in relazione agli spostamenti per raggiungere il posto di lavoro e rientrare a casa (commuting), con particolare riferimento all’utilizzo del trasporto pubblico. Per tale motivo andrebbero incentivate forme di trasporto verso il luogo di lavoro con adeguato distanziamento fra i viaggiatori e favorendo l’uso del mezzo privato o di navette”.

-------- Messaggio Inoltrato --------

Oggetto: Info/SICUREZZA SUL LAVORO/OBBLIGATORIO IL RISPETTO DELLE REGOLE NEGLI AMBIENTI DI LAVORO PER IL CONTENIMENTO EMERGENZA COVID-19
Data: Fri, 17 Apr 2020 12:00:43 +0200
Mittente: Associazione Amis Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.;

SICUREZZA SUL LAVORO E RISPETTO NEGLI AMBIENTI DI LAVORO DELLE MISURE PER IL CONTENIMENTO DELL'EMERGENZA COVID-19.

OBBLIGATORIO IL RISPETTO DELLE REGOLE DEL PROTOCCOLLO CONDIVISO TRA GOVERNO E PARTI SOCIALI.

PREVISTI CONTROLLI DALLE PREFETTURE TRAMITE ASUR

 Come di consueto forniamo informative anche su questione diverse dalla disciplina della gestione rifiuti ma tuttavia utili per le aziende.

In previsione della continuazione e  comunque ripresa  a presto (ce lo auguriamo) a pieno regime delle attività lavorative nelle aziende è IMPORTANTE ricordare l’obbligo del   rispetto delle regole di sicurezza del protocollo condiviso tra Governo e sindacat iper il contenimento dell’emergenza epidemiologica.

Questo è stabilito dalla legge infatti è ribadito anche nell’ultimo DPCM 10 aprile 2020  all’art. 2, comma 10 “ le imprese le cui attività non sono sospese rispettano i contenuti del protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus covid-19 negli ambienti di lavoro sottoscritto il 14 marzo 2020 fra Governo e parti sociali ”

Si ricorda inoltre che il rischio derivante dall’epidemia di coronavirus può essere qualificato come rischio biologico generico: a questo proposito, si osserva che gli artt. 266 e 267 del DLgs. 81/2008 (Testo unico in materia di salute e sicurezza sul lavoro) dispongono, in capo al datore di lavoro, l’obbligo di tutelare i dipendenti dall’esposizione agli agenti biologici, ossia da qualsiasi microorganismo che potrebbe provocare infezioni, allergie o intossicazioni.

Pertanto, a continuità delle informative derivate diffuse sulla questione (sotto riportate), si rimanda il testo del protocollo ufficiale del 14 marzo 2020 e  un quadro sintetico illustrativo delle misure di prevenzione redatto dalla rubrica Fiscal Focus (questo ad uso riservato)

Come prima sintesi si evidenzia alcuni delle principali misure da osservare quali:  

  • Sul datore di lavoro, quale responsabile della prevenzione e della protezione dal rischio biologico, gravano gli obblighi d’informazione, prevenzione e protezione dei lavoratori.
    Ta le misure di prevenzione rientrano i provvedimenti volti ad evitare il rischio biologico:

 

  • la chiusura degli spazi comuni;
  • la misurazione della temperatura all’ingresso in azienda;
  • l’adozione di un’organizzazione dell’attività tale da impedire i contatti interpersonali con gli altri lavoratori, i clienti ed i fornitori, come il ricorso allo smart working o lo spostamento delle postazioni.

Ø       Le misure di protezione non evitano “alla radice” il rischio epidemiologico, ma lo limitano; si annoverano tra le misure di protezione:

 

  • i dispositivi di protezione individuale da far indossare ai lavoratori: guanti, mascherine, occhiali, indumenti protettivi;
  • le attività necessarie per sanificare gli ambienti;
  • l’installazione di erogatori di gel antibatterici;
  • l’adozione di piccole pause con continuità per consentire ai lavoratori ripetuti lavaggi;
  • il frequente ricambio d’aria;

Per tutto il testo si rimanda alla documentazione in allegato.

 
 
Powered by Phoca Download
I cookies ci aiutano a fornire i servizi nel nostro sito. Utilizzando il sito l'utente accetta l'uso dei cookie secondo le nostre linee guida.