Up

06/05/2020 Stoccaggi rifiuti: le deroghe per emergenza Covid-19 i nuovi limiti per il deposito temporaneo del produttore e aumenti della capacità di deposito preliminare del gestore attraverso la scia

Al fine di una sintesi che evidenzi agli operatori interessati  i provvedimenti intervenuti per fronteggiare l’emergenza covid sulla disciplina dello stoccaggio dei rifiuti (sia dei depositi temporaneo presso il produttore sia deposito preliminare autorizzato presso lo smaltitore, rispettivamente  illustrate in due ns. infoAMIS (Info/65(R)/04.20/Le disposizioni ambientali del DL conversione “Cura Italia” del 30 aprile e Info/49(R)/03.20/ORDINANZA REGIONE MARCHE PER GESTIONE RIFIUTI EMERGENZA COVID-19- INCREMENTO CAPACITA' STOCCAGGI del 1 aprile) anche sotto riportate, siamo a riportare in breve quanto previsto in merito.

 

Deposito temporaneo (presso il produttore): nuovi limiti

 

All’art. 113-bis  della la legge di conversione 24 aprile 2020, n. 27, di conversione del  DL 17 marzo 2020, n. 18 “Cura-Italia” il legislatore ha previsto, uniformandola per tutto il territorio dello Stato, una modifica alle regole del deposito temporaneo dei rifiuti, disponendo che  il  deposito  temporaneo  di  rifiuti,  di  cui all'articolo 183, comma  1,  lettera  bb),  numero  2),  del  decreto legislativo  3  aprile  2006,  n.  152,  è  consentito  fino  ad  un quantitativo massimo doppio, mentre il limite temporale  massimo  non può avere durata superiore a diciotto mesi.

Si ricorda che l’art. 183, comma 1 lettera bb numero 2 dispone che “i rifiuti devono essere raccolti ed avviati alle operazioni di recupero o di smaltimento secondo una delle seguenti modalità alternative, a scelta del produttore dei rifiuti: con cadenza almeno trimestrale, indipendentemente dalle quantità in deposito; quando il quantitativo di rifiuti in deposito raggiunga complessivamente i 30 metri cubi di cui al massimo 10 metri cubi di rifiuti pericolosi. In ogni caso, allorché il quantitativo di rifiuti non superi il predetto limite all'anno, il deposito temporaneo non può avere durata superiore ad un anno…”.

Pertanto, il deposito temporaneo dei rifiuti è consentito fino a 60 metri cubi, di cui al massimo 20 metri cubi di rifiuti pericolosi e il limite temporale massimo è fino a 18 mesi.

 

Deposito preliminare (D15, R13)

 

La necessità di apportare modifiche alle autorizzazioni in essere (AIA o ordinarie) limitatamente ai valori di capacità annua di stoccaggio era sta espressa da una circolare del Ministero dell’Ambiente ,che indicava  alle Regioni e Province la strada del ricorso di  allo “strumento dell’ordinanza contingibile e urgente per scongiurare “il concreto rischio dell’interruzione del servizio” ed evitare che l’emergenza coronavirus si trasformi in un’emergenza rifiuti.

Pertanto le Regioni con singoli decreti, alcune addirittura anticipando le indicazioni del Ministero,  hanno provveduto in tal senso.

(link per la ricerca dei provvedimenti delle Regioni in materia di Covid-19:  file:///C:/Users/User/Downloads/Speciale%20Coronavirus%20disposizioni%20Governo%20e%20Regioni%20-%2015%20aprile%20ore%2012.00%20(1).pdf

Nello specifico ricordiamo (nostra info riportata in calce) l’ordinanza della Regione Marche , la quale ha disposto che ”con specifico riferimento alle operazioni di gestione rifiuti D15 ( deposito preliminare) e R13 (Messa in riserva), è consentito apportare modifiche  alle autorizzazioni vigenti limitatamente ai valori della capacità annua di stoccaggio, nonché quella istantanea, entro un limite massimo comunque inferiore al 50%”, purché ciò non rappresenti modifica sostanziale.

Questo dovrà avvenire previa segnalazione certificata di inizio attività (SCIA), da parte dell’impianto, preventivamente indirizzata all’Autorità competente nonché alla Prefettura, all’Agenzia provinciale per dell’ambiente territorialmente competente  e ai Vigili del fuoco, inoltre deve essere accompagnata da una relazione, a firma di tecnico abilitato e competente, che asseveri, oltre al rispetto di quanto indicato nell’autorizzazione in essere, i quantitativi di rifiuti oggetto di richiesta di aumento e il rispetto di una serie di condizioni specificamente elencate.

 

Questa InfoAMIS anche in allegato

 

In calce le InfoAMIS pregresse sull'argomento, per i relativi allegatio fare riferimento alla rispettive mail.

 

 

-------- Messaggio Inoltrato --------

Oggetto: Info/65(R)/04.20/Le disposizioni ambientali del DL conversione “Cura Italia”
Data: Thu, 30 Apr 2020 11:42:49 +0200
Mittente: Associazione Amis Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.;

 

LE DISPOSIZIONI AMBIENTALI DELLA LEGGE  DI CONVERSIONE DEL DL “CURA ITALIA”:

DEROGA DEPOSITO TEMPORANEO, SOSPENSIONE TERMINI DEI PROCEDIMENTI AMMINISTRATIVI, RINVIO SCADENZE AMBIENTALI

Comunichiamo che dal 29 aprile (ieri) è vigente  la legge 24 aprile 2020 n. 27 (testo in GU allegato) di conversione del decreto-legge n.18/2020 (c.d. Cura Italia), la quale, tra le di misure volte a fronteggiare l’emergenza collegata alla diffusione della Covid-19, sia attraverso il potenziamento della dotazione di personale, strumenti e mezzi del Sistema sanitario nazionale, della Protezione civile e delle Forze di polizia, sia attraverso il sostegno finanziario ai lavoratori, alle famiglie e alle imprese, contiene anche alcune norme di  interesse per quanto concerne la disciplina ambientale.

Entriamo subito nel merito:

  • Per quanto riguarda  il deposito temporaneo, introduce una deroga generale di (tramite ordinanze contingibili e urgenti  già concessa in alcune Regioni) infatti l’art. 113-bis  Proroghe e sospensioni di termini per adempimenti in materia ambientale”, dispone che: “Fermo restando il rispetto delle disposizioni in materia di prevenzione incendi, il deposito temporaneo di rifiuti, di cui all’articolo 183, comma 1, lettera bb), numero 2), del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, è consentito fino ad un quantitativo massimo doppio, mentre il limite temporale massimo non può avere durata superiore a diciotto mesi “.
  • All’art. 103 Sospensione dei termini nei procedimenti amministrativi ed effetti degli atti amministrativi in scadenza del provvedimento in tema di autorizzazioni  prevede termini più ampi di validità dei titoli autorizzativi in scadenza. In particolare stabilisce al  comma 2 che: «Tutti i certificati, attestati, permessi, concessioni, autorizzazioni e atti abilitativi comunque denominati, compresi i termini di inizio e di ultimazione dei lavori di cui all’articolo 15 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, in scadenza tra il 31 gennaio 2020 e il 31 luglio 2020, conservano la loro validità per i novanta giorni successivi alla dichiarazione di cessazione dello stato di emergenza. La disposizione di cui al periodo precedente si applica anche alle segnalazioni certificate di inizio attività, alle segnalazioni certificate di agibilità, nonché alle autorizzazioni paesaggistiche e alle autorizzazioni ambientali comunque denominate».
  • L’art. 113 “Rinvio di scadenze adempimenti relativi a comunicazioni sui rifiuti conferma la proroga al 30 giugno 2020 dei seguenti termini:
  • presentazione del modello unico di dichiarazione ambientale (MUD)di cui all’articolo 6, comma 2, della legge 25 gennaio 1994, n. 70, normalmente prevista per il 30 aprile di ogni anno (di cui a suo tempo avevamo dato comunicazione);
  • presentazione della comunicazione annuale, da parte dei produttori alle camere di commercio, dei dati relativi alle pile e accumulatoriimmessi sul mercato nazionale nell'anno precedente (di cui all’articolo 15, comma 3, del decreto legislativo 20 novembre 2008, n. 188), nonché trasmissione all’Ispra, da parte del Centro di coordinamento, dei dati relativi alla raccolta ed al riciclaggio dei rifiuti di pile ed accumulatori portatili, industriali e per veicoli (ai sensi dell’articolo 17, comma 2, lettera c), del decreto legislativo 20 novembre 2008, n. 188);
  • presentazione della comunicazione, al Centro di Coordinamento, da parte dei titolari degli impianti di trattamento dei RAEE in merito alle quantità di RA trattate (di cui all’articolo 33, comma 2, del decreto legislativo n. 14 marzo 2014, n. 49);
  • versamento del diritto annuale di iscrizione all’Albo nazionale gestori ambientalida parte delle imprese e degli enti iscritti al suddetto Albo di cui all’articolo 24, comma 4, del decreto 3 giugno 2014, n. 120 (di cui a suo tempo avevamo dato comunicazione);
  • L’art. 107 “Differimento di termini amministrativo-contabili” conferma che:
  • il termine per la determinazione delle tariffe della Tari e della Tari corrispettivo, attualmente previsto dall’articolo 1, comma 683-bis, della legge 27 dicembre 2013, n.147, è differito al 30 giugno 2020.
  • i Comuni possono, in deroga all’articolo 1, commi 654 e 683, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, approvare le tariffe della ARI e della tariffa corrispettiva adottate per l’anno 2019, anche per l’anno 2020, provvedendo entro il 31 dicembre 2020 alla determinazione ed approvazione del piano economico finanziario del servizio rifiuti (PEF) per il 2020. L’eventuale conguaglio tra i costi risultanti dal P F per il 2020 ed i costi determinati per l’anno 2019 pu essere ripartito in tre anni, a decorrere dal 2021

Questa InfoAMIS anche in allegato


------ Messaggio Inoltrato --------

Oggetto: Info/49(R)/03.20/ORDINANZA REGIONE MARCHE PER GESTIONE RIFIUTI EMERGENZA COVID-19- INCREMENTO CAPACITA' STOCCAGGI
Data: Wed, 1 Apr 2020 15:35:11 +0200
Mittente: Associazione Amis Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.;

 

ORDINANZA REGIONE MARCHE PER GESTIONE RIFIUTI EMERGENZA COVID-19- PREVISTA POSSIBILITA' DI AUMENTI DELLA CAPACITA' DEGLI STOCCAGGIA SEGNALAZIONE DELL'IMPIANTO E PREVIA PRESENTAZIONE DI SCIA

Facciamo seguito a quanto informato ieri nella circolare riportata in calce per allegare il testo ufficiale dell’Ordinanza della Regione Marche, annunciata, e che divverà operativa da domani 2 aprile.

Come avevamo anticipato l’ordinanza dispone che ,”con specifico riferimento alle operazioni di gestione rifiuti D15 ( deposito preliminare) e R13 (Messa in riserva), è consentito apportare modifiche  alle autorizzazioni vigenti limitatamente ai valori della capacità annua di stoccaggio, nonché quella istantanea, entro un limite massimo comunque inferiore al 50%”, purché ciò non rappresenti modifica sostanziale.

Questo dovrà avvenire previa segnalazione certificata di inizio attività (SCIA), da parte dell’impianto, preventivamente indirizzata all’Autorità competente nonché alla Prefettura, all’Agenzia provinciale per dell’ambiente territorialmente competente  e ai Vigili del fuoco, inoltre deve essere accompagnata da una relazione, a firma di tecnico abilitato e competente, che asseveri, oltre al rispetto di quanto indicato nell’autorizzazione in essere, i quantitativi di rifiuti oggetto di richiesta di aumento e il rispetto di una serie di condizioni specificamente elencate.

Per le deroghe ai  depositi temporanei presso il produttore (fino al massimo del raddoppio del quantitativo e fino alla durata di 18 mesi) dovranno intervenire i presidenti delle Provincie territorialmente interessate tramite ordinanza.

Mentre compete ai Comuni l’adozione di ordinanze atte a consentire il deposito dei rifiuti urbani presso i centri di raccolta fino ad una durata doppia di quella attualmente permessa.

Per il resto invitiamo quanti interessati ad una attenta lettura dell’ordinanza regionale in allegato.

 
 
Powered by Phoca Download
I cookies ci aiutano a fornire i servizi nel nostro sito. Utilizzando il sito l'utente accetta l'uso dei cookie secondo le nostre linee guida.