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30/04/2020 Le disposizioni ambientali della legge di conversione del DL “Cura Italia”: deroga deposito temporaneo, sospensione termini dei procedimenti amministrativi, rinvio scadenze ambientali

Comunichiamo che dal 29 aprile (ieri) è vigente  la legge 24 aprile 2020 n. 27 (testo in GU allegato) di conversione del decreto-legge n.18/2020 (c.d. Cura Italia), la quale, tra le di misure volte a fronteggiare l’emergenza collegata alla diffusione della Covid-19, sia attraverso il potenziamento della dotazione di personale, strumenti e mezzi del Sistema sanitario nazionale, della Protezione civile e delle Forze di polizia, sia attraverso il sostegno finanziario ai lavoratori, alle famiglie e alle imprese, contiene anche alcune norme di  interesse per quanto concerne la disciplina ambientale.

Entriamo subito nel merito:

  • Per quanto riguarda  il deposito temporaneo, introduce una deroga generale di (tramite ordinanze contingibili e urgenti  già concessa in alcune Regioni) infatti l’art. 113-bis  Proroghe e sospensioni di termini per adempimenti in materia ambientale”, dispone che: “Fermo restando il rispetto delle disposizioni in materia di prevenzione incendi, il deposito temporaneo di rifiuti, di cui all’articolo 183, comma 1, lettera bb), numero 2), del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, è consentito fino ad un quantitativo massimo doppio, mentre il limite temporale massimo non può avere durata superiore a diciotto mesi”.
  • All’art. 103 Sospensione dei termini nei procedimenti amministrativi ed effetti degli atti amministrativi in scadenza del provvedimento in tema di autorizzazioni  prevede termini più ampi di validità dei titoli autorizzativi in scadenza. In particolare stabilisce al  comma 2 che: «Tutti i certificati, attestati, permessi, concessioni, autorizzazioni e atti abilitativi comunque denominati, compresi i termini di inizio e di ultimazione dei lavori di cui all’articolo 15 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, in scadenza tra il 31 gennaio 2020 e il 31 luglio 2020, conservano la loro validità per i novanta giorni successivi alla dichiarazione di cessazione dello stato di emergenza. La disposizione di cui al periodo precedente si applica anche alle segnalazioni certificate di inizio attività, alle segnalazioni certificate di agibilità, nonché alle autorizzazioni paesaggistiche e alle autorizzazioni ambientali comunque denominate».
  • L’art. 113 “Rinvio di scadenze adempimenti relativi a comunicazioni sui rifiuti conferma la proroga al 30 giugno 2020 dei seguenti termini:
  • presentazione del modello unico di dichiarazione ambientale (MUD)di cui all’articolo 6, comma 2, della legge 25 gennaio 1994, n. 70, normalmente prevista per il 30 aprile di ogni anno (di cui a suo tempo avevamo dato comunicazione);
  • presentazione della comunicazione annuale, da parte dei produttori alle camere di commercio, dei dati relativi alle pile e accumulatoriimmessi sul mercato nazionale nell'anno precedente (di cui all’articolo 15, comma 3, del decreto legislativo 20 novembre 2008, n. 188), nonché trasmissione all’Ispra, da parte del Centro di coordinamento, dei dati relativi alla raccolta ed al riciclaggio dei rifiuti di pile ed accumulatori portatili, industriali e per veicoli (ai sensi dell’articolo 17, comma 2, lettera c), del decreto legislativo 20 novembre 2008, n. 188);
  • presentazione della comunicazione, al Centro di Coordinamento, da parte dei titolari degli impianti di trattamento dei RAEE in merito alle quantità di RA trattate (di cui all’articolo 33, comma 2, del decreto legislativo n. 14 marzo 2014, n. 49);
  • versamento del diritto annuale di iscrizione all’Albo nazionale gestori ambientalida parte delle imprese e degli enti iscritti al suddetto Albo di cui all’articolo 24, comma 4, del decreto 3 giugno 2014, n. 120 (di cui a suo tempo avevamo dato comunicazione);
  • L’art. 107 “Differimento di termini amministrativo-contabili” conferma che:
  • il termine per la determinazione delle tariffe della Tari e della Tari corrispettivo, attualmente previsto dall’articolo 1, comma 683-bis, della legge 27 dicembre 2013, n.147, è differito al 30 giugno 2020.
  • i Comuni possono, in deroga all’articolo 1, commi 654 e 683, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, approvare le tariffe della ARI e della tariffa corrispettiva adottate per l’anno 2019, anche per l’anno 2020, provvedendo entro il 31 dicembre 2020 alla determinazione ed approvazione del piano economico finanziario del servizio rifiuti (PEF) per il 2020. L’eventuale conguaglio tra i costi risultanti dal P F per il 2020 ed i costi determinati per l’anno 2019 pu essere ripartito in tre anni, a decorrere dal 2021.
 
 
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