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31/03/2020 Regione Marche: aggiornamento sugli effetti della circolare miniambiente In arrivo un’ordinanza della Regione Marche per le criticità degli stoccaggi per l’emergenza Covid-19

Facciamo seguito a quanto già comunicato nella nostra infoAMIS, riportata in calce, per informare gli operatori della regione interessati che abbiamo appena avuto notizia, in via informale, dalla Regione della prossima uscita di una Ordinanza del Presidente della Regione Marche di recepimento delle indicazioni previste dalla Circolare del Ministero dell’Ambiente (di cui all’informativa sotto riportata) .

L’ordinanza dovrebbe recepire, in particolar modo per quanto di interesse della categoria, il punto 1, relativo alla capacita di stoccaggio, contenente la possibilità, con specifico riferimento alle operazioni di gestione dei rifiuti D15 (Deposito preliminare) e R13 (Messa in riserva), di un aumento “della capacità annua di stoccaggio, nonché di quella istantanea, entro un limite massimo comunque inferiore al 50%”, e “per il tempo strettamente connesso con la gestione dell’emergenza” a seguito di segnalazione da parte dell’impianto interessato con presentazione, alle autorità preposte,  di SCIA (Segnalazione certificata inizio attività) e da una relazione che asseveri il rispetto delle determinate condizioni (come indicato nella circolare).

Si precisa che, non essendoci nella circolare del Miniambiente una distinzione fra le varie tipologie di rifiuti in stoccaggio, ad ora si ritiene che questa possibilità riguardi tutti gli impianti di stoccaggio in D 15 e R13 anche di rifiuti speciali, purché siano  in reale difficoltà di conferire i rifiuti agli impianti di destinazione per effetto della situazione di emergenza Covid-19. 

Questo è quanto ci è concesso di anticipare con riserva di confermare e dettagliare i contenuti non appena saremo in possesso del testo ufficiale dell’ordinanza regionale.

Abbiamo ritenuto di anticipare quanto sopra, se pur non formalmente documentato, per consigliare intanto quanti interessati alla questione di fare le opportune valutazione e prepararsi alla predisposizione della documentazione SCIA .

Ci aggiorniamo ai successivi sviluppi a seguito all’ufficializzazione del provvedimento  regionale atteso.

-------- Messaggio Inoltrato --------

Oggetto:

Info/45(R)/03.20/CIRCOLARE MINISTERO DELL'AMBIENTE PER GESTIONE RIFIUTI EMERGENZA COVID-19

Data:

Mon, 30 Mar 2020 16:07:23 +0200

Mittente:

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LA CIRCOLARE  MINISTERO DELL’AMBIENTE CON LE INDICAZIONI PER REGIONI E PROVINCIE DI SCEGLIERE LO STRUMENTO DELL’ORDINANZA CONTINGIBILE E URGENTE PER RISOLVERE LE CRITICITA’ DI SMALTIMENTO PER L’EMERGENZA COVID-19

Facciamo seguito alla ns. informativa riporta tata in calce per informare che anche il Ministero dell’Ambiente ha recepito la necessità di dare  indicazioni sull’aumento delle capacità di stoccaggio degli impianti a causa dell’emergenza COVID-19.

Con la Circolare (ancora non ufficializzata) in allegato, Il Ministero dell’Ambiente indica alle Regioni e Province la strada del ricorso di  allo “strumento dell’ordinanza contingibile e urgente per scongiurare “il concreto rischio dell’interruzione del servizio” ed evitare che l’emergenza coronavirus si trasformi in un’emergenza rifiuti.

Il Ministero  rilancia così le criticità anche sottolineate nei giorni scorsi  da Ispra e Snpa (infoAMIS sotto riportata), che sono dovute “sia alle differenti modalità di raccolta dei rifiuti provenienti dalle utenze domestiche a seguito delle indicazioni fornite dall’Istituto Superiore di Sanità” sia “alle difficoltà che si stanno riscontrando nella impossibilità di inviare i rifiuti prodotti verso gli altri Stati membri, anche in seguito alla scelta autonoma di alcuni impianti di adottare misure restrittive per il principio di precauzione”. Fattori che, nelle regioni non dotate di sufficiente capacita di smaltimento o recupero, potrebbero tradursi nella saturazione degli impianti di trattamento e quindi nella interruzione delle attività di raccolta.

Da qui le indicazioni del Ministero agli enti competenti, in cinque punti:

1.     Nel  primo, dedicato alla capacita di stoccaggio, si indica la possibilità, con specifico riferimento alle operazioni di gestione dei rifiuti D15 (Deposito preliminare) e R13 (Messa in riserva), di un aumento “della capacità annua di stoccaggio, nonché di quella istantanea, entro un limite massimo comunque inferiore al 50%”, a seguito di segnalazione certificata di inizio attività da parte dell’impianto e per il tempo strettamente connesso con la gestione dell’emergenza”

2.     Il secondo punto è dedicato al deposito temporaneo e chiarisce che le ordinanze “potrebbero consentire il deposito temporaneo di rifiuti fino ad un quantitativo massimo doppio di quello individuato dall’articolo 183, comma 1, lettera bb), punto 2, per il deposito temporaneo di rifiuti, mentre il limite temporale massimo non può avere durata superiore a 18 mesi”.

3.     Riguardo il “deposito dei rifiuti urbani presso i centri di raccolta comunali” il Ministero osserva che le ordinanze “potrebbero consentire il deposito dei rifiuti urbani presso i centri di raccolta comunali fino ad una durata doppia di quella individuata all’Allegato I, punto 7.1 del decreto 8 aprile 2008 nonché l’aumento della capacità annua ed istantanea di stoccaggio, nel limite massimo del 20%”.

4.     Per l’incenerimento il Ministero riconosce alle Regioni la possibilità di autorizzare gli impianti “a raggiungere la capacità termica massima valutata in sede di autorizzazione per garantire il prioritario avvio dei rifiuti urbani indifferenziati provenienti dalle abitazioni in cui sono presenti soggetti positivi al tampone, in isolamento o in quarantena obbligatoria, nonché per consentire il conferimento dei rifiuti urbani indifferenziati provenienti da abitazioni dove non soggiornano soggetti positivi al tampone in isolamento o in quarantena e per garantire la possibilità di destinare a incenerimento i fanghi di depurazione identificati con il codice 190805 dell’elenco europeo dei rifiuti”.

5.     Riguardo allo smaltimento in discarica  il Ministero ritiene possibile da parte delle autorità preposte “la modifica temporanea dell’autorizzazione per consentire il conferimento degli scarti derivanti dal trattamento dei rifiuti urbani, differenziati e indifferenziati, privi di possibili destinazioni alternative, a condizione che detti scarti non siano classificati come rifiuti pericolosi” così come il conferimento di rifiuti prodotti “dalle abitazioni in cui sono presenti soggetti positivi al tampone, in isolamento o in quarantena obbligatoria, assicurandone la sterilizzazione ovvero un trattamento derogatorio rispetto a quello ordinariamente previsto, che contempli: a) inserimento dei sacchetti integri all’interno di appositi big-bags omologati e certificati, aventi adeguate caratteristiche di resistenza per garantire la sicurezza nel trasporto e nello stoccaggio degli stessi in modo da evitare qualsiasi fuoriuscita del materiale; b) confinamento dei rifiuti de quibus in zone definite della discarica; c) copertura giornaliera con un adeguato strato di materiale protettivo, tale da evitare ogni forma di dispersione”.

Attendiamo fiduciosi la reazione delle Regioni e Provincie competenti.

Si allega la Circolare del Ministero dell'Ambiente e il documenento con le indicazioni ISPRA

-------- Messaggio Inoltrato --------

Oggetto:

Info/42(R)/03.20/INDICAZIONI ISPRA PER GESTIONE RIFIUTI EMERGENZA COVID-19

Data:

Thu, 26 Mar 2020 13:11:52 +0100

Mittente:

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INDICAZIONI ISPRA-SNPA PER LA GESTIONE DEI RIFIUTI NELL'AMBITO DELL'EMERGENZA COVID-19

Per opportuna conoscenza si allega il documento di ISPRA, redatto da SNPA (Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente),  trasmesso al MATTM che contiene e una serie di indicazioni generali per la gestione dei rifiuti nell’ambito dell’emergenza Covid-19.

Per inciso si rileva che il documento è stato frutto di concertazione delle parti sociali, in un tavolo tecnico che ha visto la partecipazione della Associazioni di categoria nazionali, tra le quali Assoambiente, alla quale abbiamo fatto pervenire anche le nostre osservazioni come AMIS.

La finalità del  documento è quella di indirizzare le Regioni e gli Enti locali competenti, ferme restando le disposizioni e le raccomandazioni già emanate dalle singole Regioni sulla base delle considerazioni dell’ISS (Istituto Superiore di Sanità, consultabili su:https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/pdf/rapporto-covid-19-3-2020.pdf ), con una serie di prime considerazioni di carattere generale (in primis ha  ribadito il concetto che la raccolta e gestione dei rifiuti urbani e speciali  devono essere garantite perché per legge definiti servizi pubblici essenziali),  oltre che considerazioni particolari per la gestione dei rifiuti urbani, e con un importante cenno anche ai rifiuti prodotti dagli impianti produttivi.

Quindi nelle intesi dei contenuti del documento partiamo proprio da questi.

Infatti nella seconda parte “ulteriore problematiche nel settore rifiuti” il documento prende in considerazione le ulteriori problematiche nel settore dei rifiuti urbani da raccolte differenziate, dei fanghi generati da trattamento acque  e dei rifiuti prodotti dalle industrie, evidenziando le carenze legate alle possibili destinazioni dei rifiuti e le difficoltà organizzative e logistiche (dovute a deviazione dei flussi nei rifiuti indifferenziati e alla formazione del personale e dotazione dei SPI).

In particolare viene evidenziato che, per evitare il sovraccarico degli impianti e il rischio di interruzione del servizio, è necessario garantire maggior capacità di deposito temporaneo presso gli impianti produttivi e di messa in riserva e deposito preliminare, purché siano presenti: adeguati spazi per lo stoccaggio per scongiurare il pericolo incendio; sistemi di captazione e trattamento degli eluati; sistemi di copertura, anche mobili; e idonei sistemi di confinamento e contenimento per i maggiori quantitativi di rifiuti stoccati. (Questa è una delicata problematica che è stata particolarmente evidenziata dalla nostra Associazione)

Per quanto concerne il flusso di gestione dei rifiuti urbani il documento descrive le modalità di gestione dei rifiuti indifferenziati in base alla loro provenienza, come nel caso derivanti da abitazioni di soggetti positivi o in quarantena, prevedendo per questi, come prima ipotesi, l’avvio ad incenerimento senza ulteriore trattamento o, se non fattibile, il conferimento ad impianti TMB che ne garantiscano l’igienizzazione, a impianti di sterilizzazione o a smaltimento in discarica senza ulteriore trattamento purché ne venga limitata la movimentazione e garantita la copertura giornaliera.

Per tutti gli altri casi di rifiuti domestici viene ribadito il ruolo di servizio essenziale evidenziando che oltre alla raccolta dei rifiuti urbani indifferenziati va garantito anche il sevizio di raccolta differenziata. Viene quindi sottolineato che i rifiuti raccolti in modo differenziato vanno trattati secondo le normali procedure a meno che non debbano essere conferiti, secondo le indicazioni dell’ISS, nell’indifferenziato.

Ricordiamo inoltre che (come abbiamo già accennato nella ns.   Info/39(R)/03.20/CORONAVIRUS :ATTIVITA’ CHIUSE E CONSENTITE DPCM 22 MARZO 2020 E POPROVVEDIMENTI REGIONALI) già misure analoghe erano state anticipate da alcune regioni, fra le quali si segnala la Regione Emilia Romagna che ha disposto, in particolare, la pianificazione dei flussi di rifiuti urbani indifferenziati e dei rifiuti derivanti dal loro trattamento e anche previsto procedimenti di autorizzazione e disciplina in deroga alle autorizzazioni per gli  stoccaggi.

La Regione Marche, con l’Ordinanza n. 13 del 21 marzo 2020,  ha disposto misure in deroga per la gestione e smaltimento di rifiuti urbani provenienti da locali e abitazione di soggetti positivi al Covid-19 e in quarantena, che debbono essere destinati a trattamento termico o discarica senza alcun preventivo trattamento, e, per tutti i restanti rifiuti urbani residui alla raccolta differenziata (RUR), lo smaltimento in discarica in deroga alle vigenti autorizzazioni. Tuttavia niente ancora è stato previsto in merito ad indicazioni sui procedimenti di autorizzazione e disciplina in deroga alle autorizzazioni per gli  stoccaggi, delicata questione per la quale l’Associazione ha inviato una nota al Governatore e ai Presidenti delle cinque provincie marchigiane.

In allegato il documento ISPRA-SNPA

Si riallegano anche le ordinanze regionali citate.

 
 
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